I Beatles sono tutto ciò che ho. Dopo la scuola li ascolto sempre, sono bravissimi e bellissimi. Amo John Lennon. A scuola spero sempre che uno di loro entri dalla porta e che mi porti con lui, in uno dei suoi concerti, immagino già la folla che grida il mio nome: Raven, Raven, Raven... Ma so che non accadrà mai e poi mai.
Mi rassegno al destino. Dovrò abituarmi all'idea di lavorare nell'azienda di famiglia, che produce dentifrici, puzzerò di menta ma almeno avrò i denti puliti!
Sono in ansia. Devo andare a comprare il disco tra mezz'ora. Mi accompagnerà Lucia, una mia amica, e sua sorella maggiore con il suo ragazzo. Non so come i loro genitori accettino che abbia un ragazzo, voglio dire ha solo un anno in più di me! Sinceramente non mi sento pronta per una relazione, anche perché mio padre mi ha detto che non devo nemmeno pensarci... mi ha detto che se mi presento con un ragazzo a casa, prima picchia lui e poi picchia me... non ha mai alzato le mani con me e sinceramente non ci tengo molto a provarlo.
Mi alzo dal letto e vado in bagno, ovviamente c'è un armadietto pieno di dentifricio. Mi faccio una doccia lunga e rinfrescante, il sole ormai non è più timido e quindi fa molto caldo.
Torno in camera in accappatoio, facendo attenzione a non sporcare in giro. Mi metto la mia solita gonna grigio topo e una camicetta marroncina. Sono vestita come mia nonna...aspetta...questi sono i vestiti di mia nonna! Mio padre non ha intenzione di comprarmi dei nuovi vestiti perché dice che non fanno più i vestiti di una volta, non voglio provocarlo, perciò mi accontento dei miei pezzi d'antiquariato.
Lucia è sotto la porta di casa che mi aspetta, anche lei non ne può più di tutta questa attesa.
Ci avviamo verso il centro. Vicino alla fontana c'è un negozio di dischi.

La sorella di Lucia mi ordina di tornarmene a casa e non disturbarli più. La odio!!!
Appena arrivata a casa mi lancio nel letto e infilo il disco nel mangiadischi, quasi piango da quanto è bello. Passo il pomeriggio così, tra una canzone e l'altra. Decido di inventarmi dei balletti. Inizio ad agitarmi tutta, la mia danza frenetica è bellissima, mi accascio per terra e mi avvito su me stessa. La sfortuna vuole che mio padre passi di lì e perciò mi alza dal pavimento per i capelli e mi costringe a sedermi. Inizia a dirmi che pensava che stessi male, non mi sembrava male il mio ballo, ma evidentemente non la pensa così.
E' arrivata l'ora di cena e mangiamo la solita polenta con verdura.
Dopo aver ascoltato i Beatles ancora per un po' vado a dormire, sono certa che John un giorno mi chiederà di ballare per lui...
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