Un luogo dal fascino indescrivibile, attorno al quale ruotano numerose leggende.
All’interno della bellissima abbazia, costruita su un alto sperone, si trova l’Affresco della leggenda, che descrive proprio tutti gli eventi che hanno portato alla costruzione della stessa abbazia.
L’intenzione di San Giovanni Vincenzo era quella di costruire
l’abbazia sul monte Caprasio, ma gli Angeli decisero di trasportare in
volo tutte le travi che dovevano essere utilizzate per la struttura
dell’edificio proprio sul Monte Pirchiriano.
Perché proprio quel luogo? Il punto esatto dove sorge la Sacra di San
Michele è perfettamente allineato con altre due basiliche: quella di Mont Saint Michel in Normandia e quella di Monte Sant'Angelo in Puglia. Una sorta di linea immaginaria del pellegrinaggio, perfettamente dritta e che unisce questi tre luoghi sacri.
Tra le tante leggende che questo fantastico e spettacolare luogo ha fatto nascere, una è la più famosa: la leggenda della Torre bell’Alda della Sacra di San Michele.
Protagonista è una fanciulla, Alda, la quale si rifugiò sulla sommità
dell’alta torre, per sfuggire alla cattura di alcuni spietati.
Ma, i soldati cominciarono a scalare la torre per raggiungere la
giovane, che decise di lanciarsi nel vuoto, pur di non cadere nelle loro
mani.
Si lanciò nel burrone, ma non morì: alcuni angeli l’afferrarono
durante la caduta e la portarono a terra sana e salva. La fanciulla
cominciò a raccontare questa sua avventura a tutti i compaesani, ma
nessuno credeva alle sue parole.
Così, decise di ripetere il gesto: si lanciò nuovamente nel vuoto.
Questa volta nessun angelo giunse in suo soccorso e Alda morì. Rimase
uccisa dalla vanità del suo gesto.
La leggenda del Lago delle Streghe
Una spettacolare leggenda ripercorre le orme della più antica magia piemontese e descrive la nascita del Lago delle Streghe, il quale si trova nella nostra meravigliosa provincia di Verbania.
La leggenda narra di una bellissima fanciulla, la quale cadde
nella disperazione più profonda a causa del suo amato,
che decise di lanciarsi tra le braccia di un’altra ragazza.
La triste fanciulla incontrò un giorno una vecchina, forse una strega, che filava seduta sul ciglio di un sentiero.
Quando la vecchia salutò la giovane ragazza, a quest’ultima sembrò
che il suo sguardo penetrasse nelle profondità della sua anima: decise così di raccontare la sua storia e i suoi dispiaceri alla strega.
Inoltre, la fanciulla chiese alla vecchia strega se poteva aiutarla,
magari facendo sparire la rivale in amore, per far ritornare il giovane
amato tra le sue braccia; più volte l’anziana signora cercò di far ragionare la fanciulla, ma
non ci riuscì: la passione era così forte che aveva oscurato la ragione.
Acconsentì alle richieste della giovane innamorata, a condizione che
la stessa incontrasse un altro uomo, prima di procedere alla magia per
far ritornare tra le sue braccia il ragazzo tanto desiderato.
La ragazza accettò, perché sicura che mai nessun altro uomo sarebbe
riuscito a conquistare il suo cuore. Qualche giorno dopo, la fanciulla,
felice come non mai, si incamminò per il sentiero per incontrare
nuovamente la vecchia strega.
Le due donne si addentrarono in una vicina caverna,
stretta e buia, arrivando a chinarsi in quello che sembrava un cunicolo
senza fine. Dopo tanto camminare giunsero in un’altra caverna
sotterranea, dove due streghe stavano mescolando strani ingredienti in
un pentolone di immense dimensioni.
La fanciulla e le tre streghe si sedettero attorno al fuoco che
ardeva sotto il pentolone e dissero alla ragazza di guardare in due
piccole pozze d’acqua cristallina, formate dalle gocce che cadevano
dalla roccia. In una la ragazza vide il volto del suo amato, prima nella
sua giovinezza, bello come il sole, poi sempre più vecchio, con lo
sguardo spento e la pelle raggrinzita.
La ragazza rimase inorridita da quella visione e guardò nell’altra
pozza: un signore bellissimo, trionfante dell’eterna giovinezza e
bellezza degli Dei, si materializzò dinanzi i suoi occhi.
La ragazza capì subito il significato di quelle due visioni: da un
lato il passeggero amore umano, dall’altro l’Amore Divino eterno. Pensò a
lungo e alla fine scelse l’amore eterno, quello divino.
Le streghe e la ragazza si misero gioiose a danzare e d’un tratto la caverna scomparve nel nulla e un bellissimo lago, il Lago delle Streghe, di acqua limpida, cristallina e fresca apparve come per incanto.
Leggende dei fantasmi torinesi
Camminare per le strade di Torino è
sicuramente emozionante, soprattutto di notte, quando le luci illuminano
gli angoli più belli della città. Ma, non abbassate mai la guardia: i fantasmi torinesi, che amano passeggiare nel centro cittadino potrebbero essere proprio alle vostre spalle!!!!!!!!
La leggenda narra
proprio che la bellissima città è infestata da sempre da numerosi
fantasmi, i quali amano il Centro e il Quadrilatero, i punti più
movimentati della città.
Uno di questi fantasmi appare sempre nelle sale del Museo Pietro Micca,
indossando una strana giubba di color verde. Altri strani spiriti, invece, sembrerebbero aggirarsi tra le stanze del Palazzo Barolo.
Qui nel 1695 durante il matrimonio di Elena Matilde Provana di
Druent, figlia del padrone del palazzo, con Gerolamo Gabriele Faletti di
Barolo, crollò lo scalone centrale, si dice per opera di qualche fantasma non troppo concorde alle nozze.
Torino è piena di fantasmi.
Infatti, la rotonda che unisce il corso Regina Margherita a Corso Valdocco era una delle sedi dove venivano praticate le uccisioni per mano del Boia di Torino. Il suo fantasma ancora si aggira in via Santa Chiara.
ATTENZIONE, NON FATELI ARRABBIARE!!!!!!!!!!!!!!!!
A.D308